NABUCCO di Giuseppe Verdi - in streaming da Modena

La stagione lirica 2025/2026 del Teatro Comunale Pavarotti/Freni di Modena si apre con uno dei capolavori verdiani più rappresentati al mondo: Nabucco.
Il teatro emiliano cerca di fare le cose in grande e compone un cast musicale di tutto rispetto a fronte di una regia che non ha saputo esserne purtroppo all'altezza.


Partendo proprio dall'aspetto musicale non si può non partire dalla direzione e concertazione del maestro Massimo Zanetti che offre una prova di primissimo piano. La sua direzione è tesa e vibrante fin dalle prime note della sinfonia. Non si tratta però solo di ritmo ma anche di supporto alle voci, cosa che non manca mai. Il "suo" Nabucco è veramente bello da ascoltare, supportato anche da una Orchestra Filarmonica Italiana ben calibrata e che ha suonato al meglio delle possibilità.


L'Abigaille di Marta Torbidoni si erge a vera protagonista della recita. La sua voce è omogenea in tutti i registri e i salti dalle note più gravi a quelle più acute sono risolti con grandissima autorevolezza. Non manca anche la morbidezza, frutto di una tecnica eccellente, che si esprime in più riprese lungo tutto il corso della recita. A parere di chi scrive punto focale della sua interpretazione è la preghiera finale "Su me... morente... esanime" in cui la commozione resa dalla sua linea vocale raggiunge il pathos.


Fabian Veloz è un buon Nabucco, che affronta il ruolo con autorevolezza cercando, nei limiti delle sue possibilità, di mantenere un velluto brunito ma nello stesso tempo omogeneo.


Riccardo Zanellato è un autorevole Zaccaria, parte che il basso polesano conosce ormai a menadito. La sua interpretazione unisce la levigatura del timbro assieme ad una linea vocale sempre ben misurata.
Matteo Desole è un buonissimo Ismaele così come Chiara Mogini è un'ottima Fenena.
Corretti poi i comprimari Laura Fortino (Anna), Saverio Pugliese (Abdallo) mentre un po' da rivedere è Lorenzo Mazzucchelli (Sacerdote di Belo).
Buono l'apporto del Coro Lirico di Modena diretto da Giovanni Farina che, dopo una prima parte di spettacolo difficoltosa, si riscatta con alcuni momenti veramente belli (il famosissimo "Va' pensiero" in primis).
Alcune parole sulla parte visiva, curata da Federico Grazzini e Anna Laura Miszerak (regia e assistente regia) assieme a Anna Bonomelli e Angelica Forni (scene e costumi) oltre che a Giuseppe di Iorio e Luca Asioli (luci).


L'ambientazione è in un'epoca imprecisata dove chi vive è una schiera di oppressi tormentati e schiavizzati da una forza bruta fatta da uomini mascherati. Sembra quasi di essere in vicini alla "fine del mondo", dove macerie e elementi extra-terreni muovono le fila di un mondo a rotoli. Non ci sono accenni alla Babilonia descritta dal libretto né simboli che riportino alle vicende degli ebrei deportati. I movimenti delle masse sono sempre ben curati anche se non tutto quadra. Ci sono dei momenti in cui quello che si sente un po' va a stridere con quanto di vede in scena: un esempio su tutti è l'inizio del secondo atto in cui il "coro degli Assiri" che inneggia ad Abigaille è cantato dagli schiavi ebrei che formano una sorta di gruppo corale che è costretto a cantare sotto la direzione del Sacerdote di Belo.
Non si può dire che la regia abbia delle idee sbagliate ma complessivamente non convince.


A fronte di tutto si può comunque apprezzare la scelta fatta dal Comunale di provare a dare una nuova impronta/visione di un capolavoro assoluto del genio di Busseto.

Diretta streaming del 26 ottobre 2025 - 🌟🌟🌟

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