RECITAL di ASMIK GRIGORIAN e KARL-MAGNUS FREDRIKSSON - Teatro alla Scala di Milano
La stagione scaligera 24/25 dedicata ai recital di canto ha visto esibirsi sul palcoscenico del Piermarini, in attesa dell'ultimo appuntamento con Erwin Schrott, quella che per chi scrive è la più bella stella del firmamento sopranile attuale mondiale e cioè ASMIK GRIGORIAN.
Il recital, inizialmente solistico, assieme al pianista Hyung-Ki Joo, si è allargato con la presenza del baritono svedese KARL-MAGNUS FREDRIKSSON, per un definitivo viaggio nella musica liederistica tra Mahler, Vaughan-Williams e soprattutto Richard Strauss. Un percorso musicale non scontato e abbastanza ardito, di cui si è effettivamente compreso il perché quasi al termine del concerto.
La Grigorian ha infatti spiegato al pubblico, che gremiva il teatro in ogni ordine di posto, come Fredriksson abbia avuto un ruolo fondamentale nella sua vita artistica non solo come maestro di canto ma anche come persona a lei vicina nei momenti bui che l'artista ha dovuto affrontare. A queste parole è seguito tra i due un abbraccio e un incontro di sguardi (percepibilissimi da chi era nelle prime file di platea) che, agli occhi di molti, è parso quasi un incontro padre/figlia.
Ma andiamo con calma e ritorniamo al concerto.
Nella prima parte la Grigorian ha affrontato quattro brani scritti per lo studio della voce, spaziando dal repertorio francese (Habanera di Ravel e Vocalise-Etude di Fauré), passando per quello russo (Vocalise op. 34 n. 14 di Rachmaninov) per arrivare negli USA (Piccola serenata di Bernstein). Di sicuro il più "bello" tra quelli proposti è stato il brano di Rachmaninov, che ha permesso al soprano lituano di rendere al meglio la sua linea vocale.
Fredriksson ha cantato con ottimo piglio i Song of Travel di Ralph Vaughan-Williams che, forse in maniera un po' azzardata ma non blasfema, possono definirsi i "Winterreise inglesi". La voce del baritono svedese ben si adatta allo stile richiesto dal compositore britannico, più corposa nel registro medio-grave e un po' più flebile in quello acuto, ma sempre ben proiettata.
La seconda parte ha visto un innalzamento ulteriore del livello artistico con la Grigorian che ha cantato i Vier letzte Lieder di Richard Strauss. La sua interpretazione forse non sarà la migliore in assoluto (qui però si devono scomodare la Della Casa, la Schwarzkopf, la Norman) ma lo scavo nella parola, aiutata in questo caso dall'asciuttezza della versione pianistica, dà modo all'interprete di approfondire dei dettagli che certe volte non vengono percepiti da chi ascolta. Un'interpretazione in crescendo la sua, che culmina nell'ottimamente eseguito Im Abendrot.
Al capolavoro straussiano ha fatto seguito la bella interpretazione di Fredriksson dei Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler, forse non perfetta ma molto coinvolgente.
La parte finale del concerto, sempre dedicata a Richard Strauss, ha visto la Grigorian cantare la splendida Cäcilie op. 27 n. 2, Friedriksson cantare Allerseelen op. 10 n. 8 e ancora il soprano lituano incantare (arrivando quasi lei stessa alle lacrime, tanta è stata l'emozione) con un'esecuzione perfetta di Morgen op. 27 n. 4.
Hanno chiuso il concerto Zueignung op. 10 n. 1 di Strauss cantata insieme dai due cantanti che come bis hanno proposto una dolce Ninna nanna composta da Hyung-Ki Joo, che per tutto il concerto ha seguito e accompagnato con dedizione i due artisti, offrendo al pubblico anche un non memorabile Preludio in re maggiore op. 23 no. 4 di Rachmaninov.
Al termine tanti e tanti applausi per una serata ricca di musica ed emozioni. A conferma della straordinarietà degli interpreti entrambi i cantanti si sono fermati volentieri, all'uscita dal teatro, con appassionati e fans per autografi e foto.
Milano - 19 ottobre 2025 🌟🌟🌟🌟🌟




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