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A ROVIGO... PER ROBERTO DEVEREUX

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Serata sfavillante quella di martedì al Teatro Sociale di Rovigo dove arriva direttamente da Bergamo, dove ha debuttato qualche giorno prima, il Roberto Devereux di Gaetano Donizetti. Scelta sicuramente azzardata (titolo tra i meno rappresentati de compositore bergamasco ma di una bellezza assoluta) quella della direzione artistica del teatro rodigino che però è stata ripagata da una serata in cui un cast "stellare" e un pubblico non folto ma molto competente hanno formato un connubio ottimale, per prestazione e consensi. Roberto Devereux  è sicuramente, nell'immenso catalogo donizettiano, una delle punte più alte in termini di asciuttezza e condensazione drammaturgica. I numeri chiusi qui quasi non esistono in quanto il compositore fa un uso spasmodico e sempre articolato dei recitativi, che assumono una forza e vitalità tali da rendere un flusso continuo tutta l'opera. Opera che si basa innanzitutto, al di là della drammaturgia e dell'aspetto scenico, sulla musi...

A ROVIGO... PER IL DOLCE VOLO DI BUTTERFLY

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Pubblico delle grandi occasioni a Rovigo per le due rappresentazioni di Madama Butterfly  di Giacomo Puccini che hanno inaugurato la stagione 2024/2025 del Teatro Sociale. Doppia ricorrenza per il capolavoro del musicista toscano proprio in occasione del centenario della sua morte e nell'altra importante occasione dei festeggiamenti per i 120 anni di vita dell'opera. La scelta della direzione artistica del teatro rodigino è stata quella di puntare su una "sana" tradizione, ma nel vero senso della parola, affidando l'allestimento a Filippo Tonon che ha curato non solo la regia ma anche scene e costumi (questi ultimi assieme a Carla Galleri). Partiamo proprio dall'aspetto visivo. Ci troviamo di fronte ad una scena pressoché fissa che ci presenta la casetta sulla collina di Nagasaki dove andranno a vivere Cio-Cio-San e Pinkerton... e quello che vediamo è proprio quello che ci aspettiamo di vedere!!! Scene pulite, la casetta con le sue pareti scorrevoli, il mobili...

A VIENNA (in streaming)... PER IL DON CARLO CONTESTATO

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Inaugurazione tra le più turbolente quella della nuova stagione lirica della Staatsoper di Vienna che ha scelto di affidare l'allestimento scenico al regista Kirill Serebrennikow. L'artista russo torna sul massimo palcoscenico viennese dopo lo spettacolo di Parsifal  allestito 3 anni fa e che tante perplessità aveva destato. Se qualche perplessità e dubbi aveva lasciato quell'allestimento peggio, molto peggio, è andata con questo Don Carlo  verdiano che la sera della prima ha visto una sommossa del pubblico, tanto che il direttore d'orchestra è stato costretto, prima dell'inizio del terzo atto, ad alzare letteralmente bandiera bianca con un fazzoletto appoggiato alla bacchetta. Le contestazioni, bisogna effettivamente dire, che hanno più di qualche ragion d'essere. Lo spettacolo è un insieme di idee messe lì ma non sviluppate. Anzi lo sviluppo drammaturgico previsto dal libretto verdiano il più delle volte è completamente avulso rispetto a quanto si vede in scen...

A MILANO (in streaming)... ALLA RICERCA DEL CAPPELLO PERDUTO

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L'annuale spettacolo dell'Accademia del Teatro alla Scala è lo spassosissimo Cappello di paglia di Firenze  di Nino Rota, opera musicalmente interessante nella quale il compositore ci presenta, a modo suo, una sorta di caleidoscopica successione di travestimenti musicali che si rifanno a Mozart, a Rossini, a Mascagni e, perché no, anche a Stravinskij. Prima di passare alla disamina della produzione ecco alcune note sulla trama dell'opera, per chi non la conoscesse. Dopo l'ouverture, la scena si apre sul racconto di Fadinard, nel giorno delle sue nozze, allo zio sordo: mentre era a spasso in calesse, il suo cavallo ha mangiato il cappello di paglia di Firenze di una signora. Costei, Anaide, arriva poco dopo col suo amante Emilio a reclamare un cappello uguale: senza non può tornare al suo gelosissimo marito.                                                  ...

A PESARO (in tv)... PER BIANCA E FALLIERO

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Il ROF 2024, che coincide con l'anno in cui Pesaro è festeggiata come Capitale della Cultura Italiana, si è aperto con la nuova produzione di Bianca e Falliero , melodramma in due atti con libretto di Felice Romani (ultima collaborazione questa tra lo stesso e Rossini), andato in scena per la prima volta la sera di Santo Stefano del 1819 alla Scala di Milano. Per rinfrescare ai più... ecco alcuni cenni sulla vicenda. Atto primo. Una congiura ai danni del governo veneziano, ordita da potenze straniere, è stata sventata. Il ricco senatore Capellio, innamorato di Bianca (figlia dell’altro senatore Contareno), ne chiede ed ottiene la mano dal padre. Viene affisso per le vie della città il decreto, suggerito da Contareno, che punisce con la morte qualunque nobile veneziano abbia rapporti con gli ambasciatori di potenze straniere. Capellio è perplesso, ma il Doge ricorda le minacce che gravano su Venezia, nonché le voci secondo cui il generale Falliero sarebbe caduto sul campo di battagl...

A BAYREUTH (alla radio)... PER IL TRISTANO INAUGURALE

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La seconda metà del mese di luglio, ogni anno, coincide con l'inizio del Festival wagneriano di Bayreuth, dove tra le "sacre" tavole del Festspielhaus quest'anno l'apertura è affidata alla nuova produzione di Tristan und Isolde , con la regia di Thorleifur Örn Arnarsson e la direzione orchestrale di Semyon Bychkov. Parlerò solo dell'aspetto musicale in quanto l'ascolto è avvenuto alla radio, ma ci si ripromette di vedere il video dello spettacolo che è disponibile in streaming. Non si può che partire, dunque, dalla concertazione di Bychkov che, all'ascolto, è da considerarsi per chi scrive una delle migliori ascoltate. Il direttore russo/statunitense impone a tutta la narrazione un ritmo lento ma sempre tesissimo: lo si percepisce fin dalle prime note che sono però di una pregnanza impressionante. Pare che tutta la narrazione musicale sia in una continua tensione che, sembra, sia lì pronta ad esplodere ed invece si trattiene e ti lascia in perenne susp...

PUCCINI 100 - LA RONDINE

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Ottava opera scritta dal "sior Giacomo"... poco valorizzata fin dagli esordi ma che negli ultimi anni sta avendo una nuova primavera. E parlando di primavera non si può pensare che... a La rondine . LA RONDINE Commedia lirica in tre atti di Alfred Maria Willner, Heinrich Reichert e Giuseppe Adami Prima rappresentazione: Montecarlo, Opéra, 27 marzo 1917 Nell'ottobre 1913, a Vienna, Puccini ricevette dalla direzione del Carl-Theater una commissione per un'operetta, accompagnata da un'allettante offerta in denaro. Dapprima scarsamente interessato, il musicista mutò poi d'avviso a seguito di un inasprirsi dei rapporti con Tito Ricordi, suo editore. Ricevuto il soggetto, però, lo rifiutò, poiché avvertiva una sostanziale estraneità  nei confronti del genere, al quale preferiva nettamente quello della commedia. Ottenuto un nuovo e più interessante soggetto, Puccini diede perciò l'incarico ad Adami di stendere un libretto, senza dialoghi parlati, in lingua italia...