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ALMANACCO OPERISTICO - 16 luglio 2020 - DIE ENTFUHRUNG AUS DEM SERAIL di W. A. Mozart

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DIE ENTFUHRUNG AUS DEM SERAIL (Il ratto dal serraglio) Singspiel in tre atti KV 384 di Johann Gottlieb Stephanie, da Belmonte und Konstanze oder Die Entführung aus dem Serail di Christoph Friedrich Bretzner Musica di Wolfgang Amadeus Mozart Prima rappresentazione: Vienna, 16 luglio 1782 L'opera venne scritta nel biennio 1781-82, fondamentale nelle vicende biografiche e nell'evoluzione stilistica del compositore. Se il 1781 era stato l'anno del definitivo trasferimento a Vienna, la composizione dell' Entführung interviene a stabilire un orientamento preciso nell'interesse di Mozart per il teatro, che il futuro si incaricherà di confermare con le opere della piena maturità. LA TRAMA Atto primo. Il nobile spagnolo Belmonte ha scoperto, dopo molte ricerche, che l’amata Konstanze è prigioniera nell’harem del pascià Selim. Il giovane, che ne aveva perso le tracce da quando la ragazza era stata rapita insieme alla cameriera Blonde e al servitore ...

ALMANACCO OPERISTICO - 2 luglio 2020 - LA GRAN VIA di F. Chueca e J. Valverde

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LA GRAN VIA Zarzuela in un atto su libretto di Felipe Pérez y Gonzales Musica di Federico Chueca e Joaquin Valverde Prima rappresentazione: Madrid, 2 luglio 1886 Per molti La Gran Vía è l'essenzialità della zarzuela, che qui però diventa semplice e sofisticata allo stesso tempo, satirica e celebrativa, di grande impatto musicale che ne rendono la sua vitalità e popolarità inalterate nel tempo. Eppure, se vogliamo guardare al "pelo nell’uovo", La Gran Vía non è una zarzuela vera e propria. Non c'è praticamente nessuna trama. I personaggi sono archetipici o prendono il nome dalle strade di Madrid. La trama concepita dal librettista Felipe Pérez è un audace mix di fantasia comica, commento sociale e satira politica, incentrato sulla creazione de La Gran Vía, la risposta di Madrid a Piccadilly Circus di Londra o alla Broadway di newyorkese. La demolizione di strade e vecchi quartieri per far posto alla moderna e sofisticata arteria si è rivelata controve...

ALMANACCO OPERISTICO - 1 luglio 2020 - ARABELLA di R. Strauss

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ARABELLA Commedia lirica in tre atti di Hugo von Hofmannsthal Musica di Richard Strauss Prima rappresentazione: Dresda, 1 luglio 1933 «Meglio di tutto un nuovo  Rosenkavalier  senza gli errori e le lungaggini! Lei deve assolutamente scrivermelo: in quella maniera di sentire io non ho ancora detto la mia ultima parola. Una cosa fine, allegra, sentimentale!». In questa richiesta formulata da Strauss a Hofmannsthal nel settembre del 1923 si può collocare l’inizio del lavoro che avrebbe lentamente portato alla nascita di  Arabella , l’ultimo dei sei titoli concepiti con la collaborazione librettistica di Hofmannsthal. Il poeta morì infatti nel 1929, poco dopo aver terminato la stesura del libretto, che fu estremamente laboriosa, anche perché il drammaturgo austriaco vi fece confluire, non senza aver dovuto preliminarmente risolvere notevoli problemi di prospettiva e di equilibrio drammatici, gli abbozzi di due sue commedie viennesi destinate al teatro di pro...

L'OPERA INVISA AI NAZISTI... RITORNA FINALMENTE IN SCENA

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In questi giorni di “fine lockdown” ho avuto modo di guardare, grazie alla meritoria opera del sito Operavision, Der Schmied von Gent di Franz Schreker. È questo il suo ultimo lavoro e, a ben guardare, è molto distante da quello che io considero il suo capolavoro assoluto e cioè Der ferne Klang . Schreker è un autore che ho scoperto di recente ma che mi ha subito appassionato, per il suo modo tutto particolare di trattare orchestra e melodie. L’opera è andata in scena alla fine di febbraio alla Opera Ballet Vlaanderen di Anversa-Gand. È innegabile che Der Schmied von Gent (Il fabbro di Gand) avesse intenti politici, anche se celati. Purtroppo la reazione che l’opera, andata in scena a Berlino nel 1932, provocò nelle frange più vicine al rampante partito nazionalsocialista destinato a imporsi di lì a poco, cancellando la breve vita della Repubblica di Weimar, fu veemente. Forse il fastidio per i nazionalsocialisti nel vedersi rappresentati sotto le sembianze degli oppresso...

Le opere prime... dimenticate... "IL PIGMALIONE" di G. Donizetti

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Oggi vorrei soffermarmi sulla prima “fatica” operistica di Gaetano Donizetti: Il Pigmalione . Quest’atto unico musicato dal giovanissimo compositore bergamasco, su libretto di Simeone Antonio Sografi a sua volta ricavato dal Libro X delle Metamorfosi di Ovidio, fu composto nel 1816 ma non andò mai in scena fino alla sua riscoperta nel 1960.  La trama dell’opera è molto semplice. Lo scultore Pigmalione (tenore) è disperato: il lavoro gli appare vuoto e senza senso da quando ha cominciato a provare una nuova e sconosciuta passione amorosa per una sua statua femminile, le cui membra sembrano muoversi quando vi si accosta con gli strumenti del mestiere. Dilaniato da sentimenti contrastanti, si rivolge agli dei, chiedendo pace e pietà. Ogni speranza però è vana e l'unica soluzione pare essere la morte: Pigmalione si rivolge a Venere, dea dell'amore, dicendo di voler consacrare la sua vita e la sua morte alla statua che chiama per nome: "Galatea dove sei?". Quan...

Le opere dimenticate... "IL BARBIERE DI SIVIGLIA" di F. Morlacchi

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Un titolo operistico che ha visto sbizzarrirsi tanti autori è senza dubbio Il barbiere di Siviglia che, tra i tanti, oltre a Gioachino Rossini ha visto cimentarsi Giovanni Paisiello e Francesco Morlacchi. Oggi, come opera dimenticata, voglio prendere in esame proprio l’opera musicata dal compositore perugino. Morlacchi iniziò la composizione del Barbiere di Siviglia a Dresda nel gennaio del 1815 per terminarla nell’aprile dell’anno successivo, poco prima del debutto, avvenuto nello stesso mese al Teatro Reale della stessa città tedesca. L’opera fu commissionata dalla corte sassone presso la quale Morlacchi era dal 1810 Kappelmeister. Le notizie riguardanti la prima rappresentazione le possiamo evincere da un accurato articolo dell’ Allgemeine Musikalische Zeitung che ci rende abbastanza dettagli sull’andamento della serata. Da qui vediamo che il Barbiere morlacchiano venne accolto favorevolmente dal pubblico e tutti applaudirono in sala. Eppure il corrispondente del gio...

Le opere dimenticate... "MALA VITA" di U. Giordano

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Oggi voglio porre la mia attenzione sulla prima avventura operistica di Umberto Giordano, uno dei massimi musicisti in campo operistico nel lasso di tempo che va dagli anni ’90 dell’Ottocento fino alla fine degli anni ’30 del Ventesimo secolo. Il mio sguardo è rivolto a Mala vita che, nella realtà, non fu il primo melodramma scritto Giordano. Nel 1888 infatti l’editore milanese Edoardo Sonzogno indisse un concorso per giovani compositori le cui opere non erano mai state rappresentate. Questi dovevano presentare, ad una giuria composta da cinque personalità importanti tra critici e compositori dell’epoca, un’opera in un atto. Il premio sarebbe consistito nell’organizzazione della rappresentazione delle prime tre opere classificate, il tutto a spese dell’editore. Umberto Giordano presentò Marina , un lavoro in un atto che aveva scritto mentre studiava ancora al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, che alla fine ebbe soltanto una menzione d’onore (da non dimenticare c...